09 febbraio 2010

Lavori in corso...



Ah... prima di tutto, questa qua sopra sono io (informazione doverosa direi...)
Secondo, in queste ultime settimane sono un po' "presa" sul versante dolce, ho preso come scusa il Contest di Deleciously per sbizzarrirmi su torte e dolci un po' particolari, giusto per sperimentare nuove basi (ad esempio il Pan di Spagna che non avevo mai fatto) e farciture diverse.
Devo dire che questa cosa mi sta davvero prendendo molto, al di là del Concorso a cui più di tanto non do' rilievo, ma il fatto di mettere in opera sulle torte quanto imparato in 5 anni di Liceo Artistico e altrettanti di Accademia di Belle Arti (a livello decorativo intendo) mi fa capire come l'Arte non si faccia solo sulle tele con pennelli e colori... e il gruppo di amici/genitori che fanno da tester sono parecchio soddisfatti!

Per le ricette... quelle dovrete attendere fine mese mi sa, devo ancora provare altre torte e decidere con quale partecipare, dopodichè inaugurerò la Tag "Cioccolato" all'interno di questo blog!







06 febbraio 2010

Tagliolini ai Carciofi e Vaniglia

Qualche giorno fa mi è arrivato un pacchettino dal Madagascar (me lo hanno consegnato i tre pinguini... che per la cronaca mi hanno detto di volersi trasferire da noi in Italia visto le temperature degli ultimi tempi!!) contenente 200g di bacche di Vaniglia ordinate da questo rivenditore, consigliato più volte da Cavoletto e da Maky nei rispettivi blog. Che dire... le bacche di vaniglia del supermercato sono nulla in confronto: queste sono lunghissime, belle cicciose e umide, e al loro interno ci sono un milione di semini neri profumatisssssimi!!!!

Leggendo qua e là nei forum e blog, ho notato che sempre più spesso questo ingrediente viene utilizzato nella preparazione di piatti salati, dalle paste alle carni (il piatto che forse tutti conoscono è il pollo alla vaniglia) ecc, io stessa spesso utilizzo il fleur de sel alla vaniglia su alcuni ortaggi (cavolo e zucca), ma oggi ho voluto osare un po' di più, la mia scelta è caduta su due ingredienti che avevo in casa: tagliolini all'uovo e una manciata di cuori di carciofo surgelati.

L'abbinamento carciofo-vaniglia è azzeccato, sono due sapori dolci e delicati, non si sovrastano l'uno con l'altro e la pasta all'uovo si accorda ad essi piacevolmente.
La ricetta è di una semplicità disarmante e ho deciso di scrivervela così, senza liste di ingredienti o meticolose fasi di preparazione; in un padellino leggermente unto di olio (un EVO delicato o, meglio ancora, un olio aromatizzato alla vaniglia se lo avete) fate scottare velocemente i cuori di carciofo tagliati a fettine (abbiate l'accortezza di scongelarli un'oretta prima o, in caso contrario, passateli velocemente al micro in modo che siano a temperatura ambiente), nel frattempo incidete una bacca di vaniglia (o mezza se, come me, ne avete a disposizione di grosse) ed estraete con un coltellino i semini. Unite i semi e il baccello ai carciofi e fate cuocere rimestando per un paio di minuti. Spegnete il fuoco e portate a bollore dell'acqua salata per cuocere i tagliolini (o tagliatelle o Noodles), cuocete la pasta in base alle istruzioni riportate sulla confezione, scolatela e unitela ai carciofi nel pentolino. Amalgamate bene il tutto in modo che la pasta si insaporisca e riscaldate velocemente a fuoco vivace, aggiustate di sale (io ho usato il Fleur de sel alla Vaniglia) e, se piace, aggiungete un filo di olio a crudo.

PS Ma li vedete i semini della Vaniglia sulla pasta?!? Sono bellissimi!!!

04 febbraio 2010

Le frittelle!



Non so se dalle vostre parti si usa, ma nelle mie zone il 5 Febbraio si festeggia S.Agata: la festa della Donna (che non ha nulla a che vedere con l' 8 Marzo), questa Santa è conosciuta come la protettrice delle donne (così come S. Agnese, 21 Gennaio, è la protettrice delle ragazze).
Oltre ai riti religiosi legati a questa giornata, qua a Seregno si è soliti cucinare le frittelle dolci, delle palline di impasto fritto in olio e farcito con frutta secca e frutta fresca.
La ricetta è di mia mamma ma come tante altre preparazioni (vedi la Torta Paesana) qua si va ad occhio... quindi per sicurezza vi riporterò le dosi segnate su un libricino trovato in allegato a Cucina Moderna, dedicato ai dolci di Carnevale (frittelle e chiacchere).

Ingredienti
3 grosse uova
4 cucchiai di farina bianca
1 litro di latte
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
3 mele gialle sbucciate e prive di torsolo (io ho aggiunto anche delle noci)

abbondante olio per friggere
50g di zucchero a velo per spolverare (io uso quello semolato)




Sbattere le uova in una terrina capiente con le fruste elettriche ad alta velocità fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Con le fruste a velocità media incorporare la farina e il latte. Coprite con un canovaccio pulito e lasciate riposare per un'ora al caldo.
Aggiungete alla pastella il lievito, la vaniglia e amalgamate il tutto. Aggiungete la mela tagliata a fette spesse mezzo cm e mescolate con cura.
Quando l'olio è caldo friggete la pastella ottenuta (aiutatevi con un mestolo o un cucchiaio) e lasciate scolare sulla carta assorbente. Una volta fredde spolverate con lo zucchero.

30 gennaio 2010

Insalata tiepida con Zucca caramellata e Gamberetti

Ma voi lo conoscete il Guerino?
Si dai, quello chef che fa le trasmissioni su Telenova! Non ho ancora ben chiaro quale sia il suo ristorante, ma credo si trovi nel Veneto. La sua trasmissione è estremamente Homemade, ossia credo che sia lui ad accendere e spegnere la telecamera, così come sono sicuramente opera sua i testi della trasmissione...oddio, più che testi parla a ruota libera e ogni tanto si impappina pure... ma nonostante tutto lo adoro! Mi sa tanto di nonno-cuoco, con quella sua frase "...e a Dio piacendo, ci vediamo domani!". I suoi piatti uniscono tradizione e semplicità con quel tocco in più che riesce a caratterizzare anche la più comune pastina in brodo, gli ingredienti sono quelli che troviamo tutti al mercato, abilmente accostati tra loro.
Proprio ieri ho assistito alla preparazione di questa insalata e oggi, avendo a disposizione praticamente tutti gli ingredienti, l'ho preparato.
Si tratta di un'insalata di Radicchio di Verona, gamberetti sbollentati e zucca. La particolarità è proprio di quest'ultimo ingrediente che viene tagliato a fiammifero e sbollentato per un paio di minuti in tre dita di acqua bollente in cui è stato sciolto un cucchiaino di zucchero e uno di aceto.

Ingredienti
radicchio di Verona
Zucca Mantovana ( zucca molto farinosa e dolce)
gamberetti (vanno bene anche quelli precotti in salamoia che trovate nel banco frigo)
un cucchiaino di aceto
un cucchiaino di zucchero

Per prima cosa tagliare la zucca in bastoncini spessi quanto un fiammifero e sbollentarla per un paio di minuti in acqua bollente in cui avrete sciolto aceto e zucchero. Scolare e lasciar raffreddare in un colino.
Tagliare il radicchio e metterlo in una ciotola; sbollentare i gamberetti sgusciati (nel caso fossero freschi) o scolare i gamberetti nel caso fossero in salamoia e adagiarli sopra al radicchio. Quando la zucca si è intiepidita completare il piatto.

Condimento: il Guerino consiglia un Dressing con aceto balsamico, sale e olio. Io ho optato per una macinata di pepe, glassa di aceto balsamico e Fior di sale alla Vaniglia (produzione propria).

Il piatto è ottimo anche freddo, ma a mio parere se lo consumate intiepidito viene esaltato maggiormente il gusto agrodolce della zucca e della glassa di aceto.

28 gennaio 2010

28 Gennaio: La Giubiana!!!


Noi tutti ex bambini della Brianza (ex..? Ma no dai, lo siamo ancora!!) conosciamo la storia della Giubiana e come noi le nostre mamme, zie, nonne ...
Quanti temi alle Elementari in questi giorni, i titoli sempre quelli, così come nei Dettati: "La storia della Giubiana ".
E poi le usanze, i fantocci raffiguranti la vecchietta bruciati nei campi e nei cortili, riti vecchi di anni (secoli?) che si fanno un baffo del calendario che segna 2010; il risotto giallo (con la salsiccia!) preparato in questa giornata, non sia mai non cucinarlo!
Alle elementari ricordo che la mia mamma e altre si riunivano a casa di una o dell'altra per cucinarlo e all'intervallo, dopo che si era fatto il nostro rogo nel cortile della scuola, arrivavano in classe con i loro pentoloni: un piattino di carta a ciascuno e una mestolata di risotto per tutti!

Ma cosa sarà mai questa usanza?

Non si sa bene da dove arrivi e da quanto tempo esista ( secoli), ma la leggenda vuole che l'ultimo Giovedì del mese di Gennaio, in alcune zone della Lombardia, Brianza e Varesotto, si faccia un grosso rogo nelle piazze e nei campi dei paesi, bruciando un fantoccio raffigurante questa vecchietta. Fantocci di paglia e stracci che, idealmente, rappresentano l'inverno e i mali che esso si trascina dietro.
E' strana la sensazione in quei momenti, falò giganteschi che illuminano le gelide notti di Gennaio, il calore sul viso in contrappunto al gelo della notte... gesti e tradizioni che si ripetono di anno in anno... decenni... secoli.
Vari sono i significati che questo rito si porta dietro, quello che mi è sempre stato raccontato riguarda la fertilità della terra: si va incontro all'Equinozio di Primavera e bruciare la Giubiana vuol dire bruciare l'inverno e prepararsi ai tempi della semina e la legenda vuole che se il falò brucierà tutto in una volta allora sarà un'anno buono per il raccolto.

Ma chi è la Giubiana?

Questo personaggio è sempre stato raffigurato come una vecchina (quasi simile ad una strega), con le gambe lunghe e magre... talmente lunghe che si dice riuscisse a camminare da una fronda all'altra degli alberi senza toccare mai terra. Questa Giubiana viveva nei boschi e sembra si divertisse a spaventare chiunque si inoltrasse tra gli alberi, sopratutto i bambini!
La legenda vuole che ogni ultimo giovedì del mese di gennaio essa si recasse in Paese per catturare qualche bambino da mangiare... ma uno di questi Giovedì una mamma, per salvare il suo bimbo, preparò una grossa pentola di risotto con lo zafferano e la salsiccia e la mise sul davanzale della finestra: la Giubiana ne sentì subito il profumo e se lo mangiò tutto, il riso era talmente buono che non si accorse del sole che stava sorgendo e, come tutte le streghe, rimase incenerita dalla luce.

Non una ricetta oggi, semplicemente un racconto che ho voluto condividere con voi, nella speranza che queste tradizioni si tramandino sempre, di anno in anno, perchè sono parte di noi e della nostra storia.

Chiara

24 gennaio 2010

Raccolta!

Tra i ricordi più remoti... patinati... sbiaditi... ho i pomeriggi invernali nella cucina della casa "vecchia".
Il profumo del tè all'arancia (i primi tè neri aromatizzati degli anni 80-90! Pesca e arancia della Star) e gli Oro Saiwa rigorosamente "pucc
iati" nella tazzona zuccheratissima, alla televisione i "Gemelli nel segno del Destino" o "Holly e Bengj", Uan e Licia con Mirko ed Andrea... poi vedo quaderni a quadretti e cartine delle Regioni d'Italia incollate sul quaderno di Geografia, con sotto in bella grafia la Ricerca, fiumi e laghi, capoluoghi e province... settore Primario, Secondario e Terziario...

E' affascinante come prima delle immagini vengano gli odori e i sapori... quel tè all'Arancia esiste tutt'ora... e annusarlo dopo tanti anni mi porta automaticamente in quella cucina. E i sapori? Non bisogna certo essere Proust e mangiare una Madeleine per capire di cosa parlo...

Ogni tanto mi capita di fare un giro su youTube e perdermi nei vecchi video delle pubblicità del Mulino, o di altre Marche tutt'ora presenti (altre un po'... superate), solitamente immagini che ho completamente cancellato dalla memoria ma che in un istante riaffiorano alla mente. Se poi uniamo il fatto che la stra-grande maggioranza di quelle merende ora non sono più in produzione, capirete bene la nostalgia che può portare riguardare certi spot. Che poi, chiariamo, non è tanto la nostalgia di quei sapori che alla fine, che lo ammettate o no, sono sempre gli stessi sotto forma di Soldino...Tegolino...Tronchetto... ecc, ma è la forma, il ricordo degli anni che associamo ad essi che ci mancano! E allora...perchè non ci proviamo noi??? Perchè non tentiamo di ricreare noi QUEL pan di spagna...quella crostatina...??
Potrebbe essere divertente... stuzzicante... appagante (ma ma... magari ci prendete gusto e vi costruite anche l'involucro simile a quello origi
nale..!!!), insomma, uniamo il lato gastronomico a quello creativo, artistico... !!! Qualche mese fa ho accennato di questa mia idea a Maky, non con intenzioni "serie", semplicemente tanto per parlare e... bhe se dall'altra parte del PiCi trovi una persona un po' matta come te cosa credi che venga fuori?? Una raccolta!

Rifacciamo merenda?


Per comodità questo post sarà pubblicato anche sul blog di Maky e potrete indicare la vostra ricetta sul mio o il suo blog, di volta in volta noi aggiorneremo la lista dei partecipanti .
Il tema della raccolta, come avrete intuito, riguarda le merende dei ricordi, quelle che ognuno di noi aveva nello zaino della scuola (e che immancabilmente ritrovava all'intervallo spiacciacato tra il libro di Italiano e il quaderno di Matematica!), la merenda mangiata sul divano durante Bim Bum Bam o quella sbocconcellata tra un allenamento di pallavolo e un corso di nuoto.
Dolce, salata, è indifferente, ciò che conta è ricrearne il sapore e, sopratutto, l'aspetto (o almeno ci si tenta).
Ma attenzione, si parla di merende di tipo industriale, che siano di marca nota oppure no (alla fine le forme son sempre quelle), quindi niente torte della nonna o focaccine fragranti del fornaio sotto casa (beati voi se ve le davano a merenda! Io son venuta su a Saccottino e Girella...), lo scopo è quello di avvicinarsi il più possibile alle "forme" di quei dolci o salati delle vecchie pubblicità ( se poi qualcuno vuole cimentarsi anche nel confezionamento della Merendina...ben venga!!!)
Che dite... ci proviamo?

Come partecipare alla raccolta:
  • Inserire il banner che trovate qua sotto all'interno del post con la vostra ricetta (ed eventualmente nella sezione del vostro blog dedicata alle Raccolte e simili);
  • Potete partecipare con un massimo di 3 ricette a testa, lasciate un commento a questo post o a quello di Maky con il link della vostra preparazione, di volta in volta aggiorneremo la lista dei partecipanti.
  • La raccolta durerà fino al 31 Marzo 2010
Per inserire il banner utilizzate questo codice:
<img src="http://img402.imageshack.us/img402/8093/getattachmentaspxkc.jpg" border="0" />

Che dire... buon lavoro a tutte/i !!!

22 gennaio 2010

Minestrina con ovetto


Le mie galline hanno iniziato a fare le uovaaa!!!
Essì, pure le galline ho, e un gallo... delle oche e un'orto (che produce quasi esclusivamente zucchine...)
Solita parentesi barra aneddoto barra straziante ricordo dell'infanzia:

Mio nonno paterno (sì lui, quello che chiudeva la nonna fuori casa quando preparava la Torta Paesana) aveva una passione sfrenata per orti e pollai. Il suo orto produceva tanta di quella verdura (insalata, rucola, pomodori, carote, fagiolini, piselli, fagioli, verze, zucchine....) che in alcune stagioni (Luglio/ Agosto) ci ritrovavamo tutte le sere sulla terrazza a mangiare pentoloni di passati di verdura (tutte le sere per mesi) perchè era l'unico modo per riuscire a consumare tutto quello che riusciva a tirar fuori dalla sua terra! Io ricordo che la mia merenda consisteva nell'andar direttamente nell'orto e tirar fuori dalla terra la carota più grossa, una rapida lavata con la canna dell'acqua del cortile e via, la si mangiava così come era, alla faccia delle merendine e dei microbi della terra, neanche la pelavo e sono ancora viva! (ora alcune mamme annaffiano verdura e frutta di Amuchina...), mio cugino invece addentava allegramente un pomodoro!
I pomodori... anche di quelli ce n'erano delle vagonate e fino a qualche anno fa non li potevo vedere perchè sin sa quando ho ricordi le estati i miei genitori le passavano a fare la salsa: puzza di pomodoro in tutta la casa, pelli e bucce che ti si appiccicavano addosso, sulle sedie...bleah , era un incubo per me. Ricordo anche la macchinetta a manovella, da una parte scendeva quella purea rossa e dall'altra venivano "sparate" fuori le odiate bucce... brrrr (Poi fortunatamente l'odio nei confronti del paffuto ortaggio è passato!)
Oddio dove ero rimasta? Assì, enormi produzioni di verdura. Il pollaio invece...mamma mia quante merende che mi hanno fregato di mano le galline!! (pane e formaggio, le carote mica le volevano le maledette!), e la ricerca delle uova, io almeno avevo l'accortezza di aspettare che la gallina "finisse" e uscisse dalla casetta... mio cugino le alzava direttamente dalla paglia e prendeva l'uovo... con conseguente starnazzamento/beccaggio e spiumamento del pollo in questione! Le anatre invece avevano un recinto a parte con anche uno stagnetto. Per un certo periodo ci sono stati anche dei conigli e le mucche, ma ero veramente piccola e di queste cose ho solo uno sbiadito ricordo (delle mucche ricordo solo un enorme naso nero risultato di un faccia/muso con la bestiola in questione che deve avermi alquanto traumatizzata!).
Ma come tutte le belle cose dell'infanzia, con la morte del nonno le erbacce hanno invaso il giardino e anche gli animali se ne sono andati, lasciando il posto ai rovi e alle ortiche.
Poi l'idea di mio papà, riuscire a bonificare un fazzolettino di quello che una volta era un immenso orto... un po' di insalata, qualche zucchina... poi sono tornate le galline e un gallo. Oddio, c'è voluto un po' di tempo per riprendere il ritmo, anche perchè la casa dei nonni è a qualche minuto di auto da casa nostra e un orto va curato tutti i giorni...però ce la siamo cavata: la bonifica è stata opera del Dany che in un pomeriggio di Luglio si è offerto quasi-volontariamente ( :oD ) di aiutarci, andando a ripulire il pollaio e l'orto (dove nel frattempo mio papà aveva già piantato delle zucchine, ma essendo alquanto difficoltoso entrarvi _ erbacce alte un metro e più_ alcune di queste crescevano così tanto che più che zucchine parevano enormi zucche bislunghe (Dany l'ho visto parecchio scioccato di fronte ad un'esemplare di tale ortaggio grosso quanto una mia gamba!). Ora l'orto, nei mesi estivi, produce regolarmente zucchine, pomodori e insalata.

Il pollaio... questo è un capitolo alquanto spassoso: per ora abbiamo 7 galline ( mio fratello le ha seguite da quando erano pulcini e le ha chiamate Numero Uno, Numero Due, Numero Tre ... originale no??), un gallo e qualche anatra (uhm...una era nel forno a Natale...). Fin qui tutto bene se non fosse che i pennuti in questione sono alquanto indisciplinati e sopratutto il Gallo... chissà chi si crede di essere, non passa giorno che non tenti il caricone a mio fratello e mia mamma ( aspetta che tu gli dia le spalle e parte all'attacco il farabutto!!), una volta è anche scappato in strada (ok il cooker di mia zia lo stava rincorrendo e mia zia ha rincorso tutti e due per le strade di Seregno con una scopa in mano...tutto normale no? Peccato che il gallo in questione abbia voluto entrare in un negozio dall'altra parte della strada e l'allegro trio abbia invaso le corsie dello sventurato reparto casalinghi tra urla, abbai e schiamazzi...)... le galline invece hanno imparato a scavalcare le mura di cinta e durante il giorno vanno a trovare i vicini di casa (sono educate però, ci tengono al buon vicinato) e sembra si divertino a fare le uova nei posti più insoliti (leggi : cassettina degli attrezzi situata nel mobiletto in cortile, sopra al seghetto...ahi che male!), e qua ritorniamo all'inizio di questo post kilometrico (il mio gentile moroso manco li legge più, dice che sto diventando logorroica, ma che volete farci? Dovrò pur tramandare ai posteri le mie memorie!!!!), le mie galline fanno le uova! Essì, da circa un paio di settimane. Uova piccolissime, non pesano neanche 60g l'una e sono di forma molto allungata .
Ora, come ti cucino il primo ovetto homemade??
Semplicissimamente in camicia, ma non in acqua bensì... un brodino di carne in cui ho fatto cuocere anche una stecca di cannella, due chiodi di garofano e un'anice stellato.

Ingredienti
1 uovo di gallina fresco (possibilmente covato nella cassettina degli attrezzi mentre la zia rincorre il gallo per strada)

brodo di carne

1 stecca di cannella, un'anice stellato, un paiodi chiodi di garofano

In una pentola portar a bollore il brodo con aggiunte le spezie, assaggiare per regolare di sale e non appena bolle versrci un uovo (sgusciatelo al momento sulla pentola o se non vi fidate mettetelo prima in una ciotola e poi versatelo nel brodo), procedete come un normale uovo in camicia (per chi non sapesse cosa siano le uova in camicia, la preparazione consiste nel buttare un uovo crudo _ senza guscio neh!_ nell'acqua _nel mio caso brodo_ in bollore. Con il calore l'albume cuocerà imprigionando al suo interno il tuorlo.) Quando si cuociono in acqua l'uovo si estrae dopo 3 minuti, il tempo necessario affinchè ilbianco sicuocia e il rosso rimanga cremoso, nel caso del brodo aspettiamo che il bianco si cuocia e impiattiamo direttamente in una scodella, l'uovo continuerà a cuocere nel brodo bollente.
Ora sta a voi: potete aspettare qualche minuto in modo che il rosso si rassodi, oppure inciderne la suerficie facendo fuoriuscire la cremina rossa che andrà ad amalgamarsi al brodo.